Note Culturali Somale: gli Shiikal alias Sheekal

09.01.2026

Shiikal. Su questi ultimi, denominati Scichâl dal Dott. Massimo COLUCCI, Giudice di Tribunale nel testo intitolato "Principi di Diritto Consuetudinario della Somalia Italiana Meridionale – I Gruppi Sociali – la Proprietà con dieci Tavole Illustrative – sotto gli auspici del Governo della Somalia Italiana", edito a Firenze, Soc. An. Editrice "La Voce", 1924, leggiamo, nella stessa opera quanto segue alle pagine 78 e 79: "Nell'esaminare la compagine delle diverse Tribù accade quasi sempre di riscontrare in esse genti o gruppi che si distinguono dagli altri per la considerazione in cui si sono tenuti in rapporto con la Religione, alla quale richiama spesso la stessa denominazione del Gruppo: Scichâl, Ascerâf, Fachì (o Foghè), da parole arabe che designano gli uomini dediti alla Religione (Scech originariamente significa anziano), o discendenti dalla Famiglia di Maometto[1] e perciò detti Sceriffi, o dediti allo Studio del Fikh. Questi Gruppi talora si innestano per Genealogie più o meno attendibili alle stessi Stirpi dalle quali si forma la Tribù (per esempio gli Scichâl Lobòghe negli Hawiyya), talaltra invece appaiono come Gruppi estranei aggregati da lunga data (i Wacbàrri nei Dabàrre, gli Ascerâf[2] nel Gruppo di Saramàn, i Walamògga negli Helài). Poiché dalla Funzione Religiosa a quella politica il passo è breve, è del tutto comune che queste genti esercitino un grosso ascendente in tutte le manifestazioni e rapporti interni ed esterni della Tribù, ove spesso anzi hanno una parte preponderante sia nelle deliberazioni che concernono gli interessi dei Gruppi, che nella definizione delle liti fra Gruppi o fra individui."

[1] Il Profeta Maometto (Sigillo dei Profeti per i Musulmani, Nabi rasul), fece delle cose straordinarie per la Sua Epoca, ad esempio, per le donne, condannò la barbara pratica dell''infanticidio delle bambine, riconobbe alle mogli i Diritti Giuridici, autorizzò il Divorzio e tutelò i loro Diritti di Successione. Il Profeta esortava a rispettare gli animali, non solamente proibendo di maltrattarli ma ordinando di rispettarli. Nell'ambito delle "parabole" dallo stesso raccontate con finalità pedagogiche, Maometto fece l'esempio di quella persona alla quale, per aver dissetato un cane assetato, Dio perdonò tutti i peccati commessi e di quella donna che per contro meritò l'inferno per avere lasciato morire di fame e sete un gatto, dopo averlo chiuso crudelmente in una gabbia. Secondo quanto tramandatoci circa la profonda umanità del Profeta, una volta Egli vide un uccello svolazzare stridente attorno ad un gruppo dei Suoi ed avendo notato che essi portavano entro le mani dei nidiacei, ordinò: "Restituite subito i figli a quella mamma!". All'epoca di Maometto, era pratica comune mangiare parti di animali vivi: si tagliavano le gobbe dei cammelli ed il Profeta si scagliò violentemente contro la menomazione di bestie in vita, che è esattamente ciò che fa la vivisezione (così detta eufemisticamente "sperimentazione animale"). Secondo Maometto, gli animali non sono nostri schiavi, ma creature che Allâh, Dio, ci ha affidato e delle quali dovremo rendere conto nel giorno del Giudizio Universale, fosse pure una formica.

[2] Ascerâf. Plurale di "Scerìf", col qual nome s'indicano i discendenti del Profeta (pagina 140, nota nr. 1 del del libro di Massimo COLUCCI, Giudice di Tribunale intitolato "Principi di Diritto Consuetudinario della Somalia Italiana Meridionale – I Gruppi Sociali – la Proprietà con dieci Tavole Illustrative – sotto gli auspici del Governo della Somalia Italiana", edito a Firenze, Soc. An. Editrice "La Voce", 1924).

La Tradizione ed i ricordi tramandati per secoli fanno risalire la Dinastia Shiikal (trascritta anche Sheekal, Sheikhal, Shekal, Scichâl[1], etc.) al Profeta Abramo (https://it.wikipedia.org/wiki/Abramo in ebraico Abraham, in arabo Ibrahim ma pure conosciutocome Khalil, cioè l'Amico – di Dio; etimologicamente significa "Padre di un Popolo") ed al Re Salomone (https://it.wikipedia.org/wiki/Salomone, figlio e successore del Re David sul trono di Israele, in ebraico Shĕlōmōh, in arabo Sulayman, Suleyman, Süleyman, Sulaiman, Suleyman, Suleiman, سليمان ) e questo particolare è tutt'altro che di scarsa importanza, se calcoliamo che lo stesso Unto del Signore, il Messiah della Religione Cristiana, Gesù il Cristo, il Nazareno (in arabo'Îsâ) abbia questa stessa Regale, Nobilissima Genealogia.

Secondo la Tradizione inoltre tanto gli Ashraf quanto gli Sheekal discendono direttamente dal Profeta Maometto – quindi sono fonte di grazia e benedizione divina in arabo "Baraka" - , come la Dinastie Reali di Marocco[2] (già Sultanale fino al 1961), di Giordania[3], felicemente regnanti a alle Casate già regnanti, in Esilio, di Libia (Dinastia al Senussi/Sanussi) e di Iraq (pure Hashemita come quella di Giordania), alla Famiglia Principesca "The Amir-i-Paigah Family" Indiana di Hyderabad che pure rivendica la discendenza dal Profeta Maometto (veggasi Internet:https://www.4dw.net/royalark/India/vassals.htm  e https://www.4dw.net/royalark/India3/paigarh.htm , al Casato dei Sultani di Sokoto (Nigeria), pure pretendenti di essere discendenti dal Profeta Maometto (fonte: "Burke's Royal Families of the World", Burke's Series, founded by John BURKE 1826, Volume II, Africa & the Middle East, London, Burke's Peerage Ltd, 1980, reperibile presso la Biblioteca Nazionale Centrale "Vittorio Emanuele II" di Roma, Sala Umanistica, Sezione Araldica, con collocazione SS.929.7.071 (02) B94 2), agli ex Reali di Tunisia (Re Reched; stessa fonte BURKE), ai discendenti di LiJ Yasu, Imperatore di Etiopia nonché Sua Maestà Imperiale Principe della Corona d'Etiopia, convertito all'Islām (pure Burke, pagina 280-286 "Appendix C – Descendants of the Prophet").

Questo particolare, della discendenza degli Sheekal dal Profeta Maometto, cosa di estrema importanza lo si può leggere su Internet a questo indirizzo https://www.amnestyusa.org/education/document.do?id=9D2D9DBA17D88BAE802569A50054581: "….the Ashraf and Sheekal Religious Families who claim direct descent from the Prophet".

Quale discendente del Profeta Maometto, a S.A.R. il Principe Reale Ali M. HUSSEN di Sheekal-Musaffar spetta anche il Titolo di Sharif[4]. La Genealogia di Gesù è riportata dagli Evangelisti Matteo e Luca. Il primo (Mt. I, 1-17) comincia da Abramo, in ordine discendente, fino a Gesù, per un totale di 42 generazioni così raggruppate:da Abramo al Re Davide[5] (14 generazioni); da Re Salomone a Ieconia e alla cattività babilonese (altre 14 generazioni); e dal ritorno dall'esilio a Gesù, il Messia. In modo da rimarcare la "messianità" di Gesù di Nazareth. Luca, invece, snocciola la Genealogia del Cristo in senso ascendente, ovvero parte da Gesù per arrivare ad Adamo, adottando un metodo ellenistico e contando 77 generazioni (Lc., III, 23-28). Il metodo adottato da questo Evangelista si basa sul numero di 7, così da formare 11 gruppi: era sua intenzione porre Re Davide al centro di questo Albero Genealogico e confermare l'origine Nobile di Gesù. Sennonché molti nomi forniti dai due Evangelisti non combaciano, anzi ingenerano ulteriore confusione. Tuttavia, fin dall'antichità si diede una risposta a questa evidente empasse: Matteo segue la linea paterna (quella di Giuseppe, in arabo Yusuf) e Luca quella materna, di Maria (in arabo Myriam - Mariam). Le due linee, infatti, si divisero a partire da Davide (in arabo Dawud): Giuseppe discenderebbe da Re Salomone, e Maria da Natan, fratello di Re Salomone. Le popolazioni somale, per quanto abbiano pure ricevuto varie infiltrazioni di sangue arabe o d'altro genere (Galla[6] e Bantù[7], Pokomo[8]), appartengono al ceppo etiopide e l'origine stessa della Dinastia Imperiale d'Etiopia[9] si rifà al Re Salomone[10].


[1] Scichâl. Così e riportato all'interno del libro di Massimo COLUCCI, Giudice di Tribunale intitolato "Principi di Diritto Consuetudinario della Somalia Italiana Meridionale – I Gruppi Sociali – la Proprietà con dieci Tavole Illustrative – sotto gli auspici del Governo della Somalia Italiana", edito a Firenze, Soc. An. Editrice "La Voce", 1924

[2] Il Re, in Marocco è insieme Capo dello Stato e Capo Religioso, «Protettore dei Credenti» ("Amir al-Mouminin"). Il Sovrano felicemente regnante, figlio del compianto HANNAN II, Mohammed VI è il 18° Monarca della Dinastia Alaouita che occupa il Trono del Marocco dalla metà del sec. XVII, e il 36° discendente diretto del Profeta Maometto. In quanto tale il Re è anche il Capo Religioso del Paese.

[3] Giordania. La Dinastia regnante, Hashemita/Hascemita si rifà ai Banu Hashim, o Clan degli Hashem, un Clan posto all'interno della Tribù dei Coreisciti e discendente dal Bisnonno di Maometto. Veggasi, su Internet, questa u.r.l.: https://en.wikipedia.org/wiki/Hashemite 

[4] Sharif. (arabo: "Nobile", "Maestoso"): In epoca preislamica il termine era impiegato per indicare gli appartenenti a Nobile Famiglia, o persone di Nobile Carattere. In età islamica Sharif divenne il Titolo Onorifico di chi era in grado di far risalire la propria discendenza sino al Profeta Muhammad e alla Sua Famiglia ("ahl al-bait"). Fonte: https://www.islamnet.it/glossario/S.htm 

[5] Re Davide. David. L'eroe biblico vincitore su Golia (Goliath scritto in inglese; era alto, secondo quanto tramandato circa 320 centimetri attuali) e (la storia di David e Golia è narrata nel I Libro di Samuele (17, 38-51), nessuno si permette di confutare tale asserzione. L'Apostolo Matteo chiamò Gesù "figlio di David", ragion per la quale, la Famiglia di Nazareth, seppure decaduta e dimentica degli splendori del Trono di Gerusalemme, era pur di Sangue Reale. La Famiglia Reale Georgiana dei Bagration (Dinastia Bagratide; BAGRATION de MOUKHRANI, Principi di Armenia, di Kartlie-Kakhétie e di Moukhrani, Principi di Lazes, etc.. Casata nota come d'origine Davidica, la più antica Dinastia al mondo non estinta.) che è una delle Dinastia Reale più antiche del mondo, afferma di discendere da Davide. Dio ha eletto ed unto David Re per mezzo del Suo Profeta Samuele (I Sam. 16, 12-13). Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Davide_%28Bibbia%29 

[6] Galla. I Galla sono un popolo dell'Africa Orientale stanziato su dei vasti territori che si estendono dal nord al sud dell'Etiopia. I Galla, il cui nome etnico è "Oromo" oppure "Ilm Orma" (così essi denominano loro stessi), sono di stirpe cuscitica e rappresentano i tipi etiopici più puri; pastori nomadi in origine stanziati nel centro-ovest dell'altopiano, sono al giorno d'oggi per lo più sedentarizzati e dediti all'agricoltura. Le origini dei Galla sono sconosciute. Per alcuni si tratta di popolazioni camitiche venute dall'Asia in era pre- Cristiana, per altri i Galla sarebbero emersi nella Regione dei Laghi Equatoriali, dalla qual zona sarebbero poi risaliti nella Somalia Meridionale mentre per il CERULLI i Galla sarebbero emersi nella Somalia Settentrionale dove, su pressione dei Somali Migiurtini, sarebbero scesi nella Somalia Centrale e Meridionale. Nonostante la diffusione del Cristianesimo di tipo Copto e dell'Islamismo, i Galla hanno conservato molti dei Loro riti animisti originali. Le strutture sociali sono spesso basate sulla tradizionale divisione in classi d'età e sulla famiglia patriarcale nel cui ambito la donna gode di maggiori privilegi rispetto alle donne abissine e alle donne somale. I Galla parlano una lingua cuscitica comprendente molti dialetti. Il nome Galla appare usato per la prima volta dagli etiopici nel XIII secolo. Veggasi pure, su Internet, questa pagina: https://en.wikipedia.org/wiki/Galla 

[7] Bantù. Termine che indica sia una famiglia linguistica africana, sia il gruppo culturale comprendente gran parte dei popoli dell'Africa Sud-Equatoriale ad eccezione dei Boscimani e degli Ottentotti. Le Lingue Bantu si dividono in oltre 600 varietà. Veggasi, su Internet, questa pagina: https://en.wikipedia.org/wiki/Bantu 

[8] Pokomo. Veggasi, su Internet, questa pagina https://ikuska.com/Africa/Etnologia/Pueblos/pokomo/ 

[9] Etiopia. In somalo "Itoobiya". Veggasi, su Internet, questa pagina: https://it.wikipedia.org/wiki/Etiopia 

[10] Dinastia Salomonica. Veggasi, su Internet, questa pagina: https://en.wikipedia.org/wiki/Solomonid_dynasty 

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